Prima di collegare Barrel OS all’hardware lo abbiamo provato in un simulatore che riproduce batteria, fotovoltaico, calcolo e meteo variabile. Abbiamo scelto il caso più difficile: un Planet con 250 kWp nel Nord Italia, nel mese peggiore dell’anno, con più calcolo di quanto la batteria possa reggere (22 kW invece dei circa 12 che consigliamo per quel clima).
| 14 giorni | Senza controllo | Con Barrel OS |
|---|---|---|
| Ore di blackout | 68 | 0 |
| Domanda degli utenti servita | 88,6% | 96,6% |
| Stato di carica minimo | 5% | 29% |
Senza controllo il sistema lavora al massimo finché la batteria si svuota, poi si spegne ogni notte. Con Barrel OS la sera le GPU rallentano quanto serve e il servizio non si interrompe mai.
Il prezzo è chiaro: i lavori rinviabili si fanno meno (358 kWh contro 817), e si fanno di giorno, quando c’è energia.
Quanto calcolo regge un Planet?
Abbiamo ripetuto la prova variando la potenza del calcolo installato da 8 a 30 kW, con tre sequenze meteo diverse. Fino alla taglia che consigliamo (circa 12 kW nel Nord Italia d’inverno) i due sistemi si equivalgono. Sopra, il sito senza controllo comincia a spegnersi di notte; con Barrel OS i blackout restano zero. Oltre i 25 kW circa, il sito senza controllo serve un po’ più domanda in totale, ma lo fa spegnendosi ogni notte. Barrel OS sceglie la continuità: nessuna interruzione, a costo di rallentare.
Cinque climi, stessa regola
Abbiamo portato la stessa prova nei cinque climi del nostro configuratore, con il doppio del calcolo consigliato per ciascuno. Senza controllo, da 30 a 79 ore di blackout in due settimane. Con Barrel OS, zero, servendo circa il 95–96% della domanda.
