Guida alle licenze dei modelli aperti.
«Aperto» non vuol dire «libero per qualsiasi uso». Prima di mettere un modello in un servizio a pagamento, in un ospedale o in un ente pubblico, bisogna leggere la licenza. Ecco come li classifichiamo.
Cinque categorie, dal verde al rosso.
Categoria, esempi, cosa si può fare.
DeepSeek V4, GLM-5.2, Qwen3.5, Mistral Large 3 e Ministral 3, gpt-oss, Gemma 4, Granite, Velvet, Minerva, Omnilingual ASR, MADLAD-400, Sunflower, TerraMind e Prithvi
uso commerciale, modifica, installazione in sede
Llama (soglia utenti e policy d’uso), N-ATLaS (licenza oltre 1.000 utenti al mese), LFM di Liquid AI (gratis sotto 10 M$ di fatturato), Kimi K3 e GLM-5.3 (termini propri)
commerciale entro i limiti; leggere i termini
MedGemma, MedASR, TxGemma (termini HAI-DEF)
ricerca e prodotti, ma uso clinico solo dopo autorizzazione come dispositivo medico
NLLB-200, MMS, Seamless, InkubaLM, famiglia Aya, UNI, CONCH, Virchow, Aurora
nessun uso commerciale senza accordo separato
Llama 4
la licenza pone limiti ai soggetti con sede nell’UE
Anche la licenza del contenitore.
Il modello è una cosa; l’interfaccia attorno è un’altra.
Anche il software attorno al modello ha la sua licenza. Open WebUI, per esempio, oltre i 50 utenti impone il proprio marchio; LibreChat e AnythingLLM (MIT) no.
L’AI Act in breve.
Chi è responsabile, e quando scattano gli obblighi.
Gli obblighi sui modelli di uso generale restano ai produttori dei modelli. Chi vende un sistema AI a proprio marchio ne diventa fornitore; per gli usi ad alto rischio (accesso alle cure, servizi pubblici, scuola) gli obblighi scattano dal 2 dicembre 2027. L’obbligo di dire all’utente che sta parlando con un’AI vale dal 2 agosto 2026. Con il Digital Omnibus, in vigore dal 27 luglio 2026, l’obbligo di alfabetizzazione del personale (art. 4) è diventato «adottare misure per sostenerla».
Questa pagina ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale.
